Dopo il 2 Giugno

“Quel miglio per l’autismo dovevamo denominarlo festoso perché tale era l’atmosfera che si respirava allo stadio Nebiolo. Sono stato inondato da questa festosità, gioiosità diffusa e pervadente; me ne sono nutrito sul posto, sono addirittura riuscito a portarne a casa una certa quantità condividendola con la mia famiglia e penso di possederne ancora un po’ per i prossimi giorni perciò ringrazio tutti i presenti per aver saputo trasmettermela mentre ero impegnato con altri volontari a far si che l’evento procedesse senza intoppi.
Come si sia potuto creare questo clima a dispetto delle problematiche presenti in parecchi dei partecipanti fra cui i nostri ragazzi del progetto corsa è un piccolo enigma che vorrei tentare di risolvere nelle successive righe.

L’aver proposto al popolo dei runners, ai ragazzi con sindrome autistica, alle persone che credono in uno sport senza barriere una manifestazione podistica in cui non c’erano le solite divisioni ma piuttosto una festosa condivisione del modo di essere di ciascuno è stato un fattore di successo dell’iniziativa.
Il miglio su pista, come disciplina sportiva non è presente alle Olimpiadi ne è corso in Italia salvo in alcune rare eccezioni e per di più su strada: noi l’abbiamo proposto là dove è nato, nel luogo classico, la pista e continueremo a riproporlo affidandogli un preciso significato legato al progetto corsa che portiamo avanti da sei anni. Roger Bannister negli anni cinquanta ci ha insegnato con la sua storica impresa atletica a non accodarsi agli scettici, ai dubbiosi: non ci sono missioni impossibili nello sport. Sono necessarie le giuste condizioni e mezzi nonchè tanta forza mentale che occorre allenare come quella fisica per abbattere qualsiasi ostacolo.
Chi ha partecipato sicuramente ha capito questo messaggio ed ha percorso quei 1609 metri e virgola centimetri con l’intento di dare il suo prezioso contributo alla diffusione della consapevolezza sportiva autistica esprimendo condivisione al motto della manifestazione. Ci piacerebbe che questo messaggio fosse raccolto da altre organizzazioni presenti sul territorio italiano e possa diffondersi anche oltre. I numeri della partecipazione in questo caso contano relativamente anche se sono stati soddisfacenti.

C’è stata, però, l’assenza delle società podistiche, nemmeno presenti in forma di rappresentanza: non l’avevo proprio prevista contando su passati gesti di solidarietà di cui il mondo dello sport aveva sinora dato lodevole prova. Altri hanno assicurato la loro presenza e non sono venuti. Associazioni che si occupano della problematica autismo pur allertate con ampio margine di tempo hanno preferito privilegiare altri impegni.

Tutto ciò non è bastato ad oscurare quella che è stata una radiosa e particolare giornata di sport.

Comunque nonostante le assenze siamo riusciti ad allestire quattro significative batterie sul miglio non competitivo ed una nutrita batteria per il miglio giovane (mezzo miglio) oltre e vedere al via un buon numero di partecipanti alla camminata.

Ci sembra cosa non da poco per una prima edizione. Tanta roba, come si dice oggi.Ognuno ha corso e camminato secondo le proprie possibilità con un caldo sostegno di un pubblico molto presente a ciò che accadeva in pista con momenti di autentica emozione.

Monica ed il suo staff della Web Radio Extreme – The Black Sheep hanno svolto egregiamente il compito dello speakeraggio non facendo mancare a nessuno un entusiastico incoraggiamento. Dobbiamo ringraziarli: hanno investito tutta la loro energia in questa giornata così come chi, e mi riferisco ai due atleti Faraoni e Scuro, quest’ultimo atleta a livello nazionale ed internazionale, ha fornito un riscontro cronometrico di rilievo mostrando una tecnica di corsa bella da vedere. Altro apprezzamento va manifestato a chi ha profuso tutte le sue energie per terminare la distanza pur essendo a corto di allenamento: con la loro partecipazione hanno fatto un bel regalo ai nostri ragazzi/e che hanno retto sul piano emotivo (e non era facile in mezzo alla gioiosa confusione) l’evento fornendo valide prestazioni atletiche profondendo altrettanto impegno.
Si, possiamo dirlo con fierezza, le nostre allenatrici Francesca e Sara supportate da Emanuela hanno fatto vedere, ancora una volta, di quale professionalità e doti umane sono in possesso nel preparare i loro allievi.

Quali saranno le ricadute di questa giornata? Certamente il battage su FB, condotto con maestria da Pietro jr, la distribuzione di 700 volantini, la partecipazione a trasmissioni radio e tv che ci hanno invitato ed a cui dobbiamo il nostro ringraziamento, hanno scosso l’ambiente facendoci uscire da un certo isolamento di cui più volte ho colto l’esistenza, sono state un volano comunicativo importante. Ne sono la prova le telefonate di genitori di ragazzi autistici che chiedevano informazioni sul progetto pur essendo operativo da ben sei anni. Domenica hanno avuto modo di conoscerci dal vivo, apprezzare il nostro impegno e professionalità per cui credo non mancheranno presto altre adesioni. Da appassionato runner che ha vissuto una vita per la corsa mi auguro che quei non pochi valorosi piccoli atleti che si sono cimentati o nel miglio o mezzo miglio si ricordino di questa esperienza e possano un giorno non lontano calcare nuovamente una pista di atletica.Così mi auguro che gli altri torneranno a trovarci nella prossima edizione per dare forza ad un progetto di inclusione, miglioramento delle capacità atletiche, relazionali e comportamentali di ragazzi davvero speciali.

Più che altre mie parole parleranno le immagini che con dovizia presto verranno riversate su FB.

Alla prossima augurandomi un altrettanto gioioso miglio per l’autismo 2020. Un grande grazie come il Monviso agli sponsors che con coraggio hanno reso possibile questa iniziativa.„

Pietro Cristini
#unmiglioperlautismo

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